Come ogni storia, anche la nostra ha un inizio, ma solo perchè la vogliamo raccontare, e solo ora, in questo modo, iniziamo a farla rivivere.
E come ogni vera storia, l'inizio non ha mai contorni netti, ma sfuma nel tempo e nei luoghi, attraversa e interagisce con altre storie, si muove, cambia e si trasforma, richiamando alla memoria immagini, emozioni e profumi.
Le scelte d'amore hanno sempre determinato la vita degli uomini della famiglia Nobile. Era il 1942, e un uomo decise di cominciare una nuova attività con la guerra alle porte, nel centro nevralgico di una nazione in fermento: a Roma.
Umberto Nobile, rappresentante già dai primi anni '30 dei più prestigiosi marchi di profumeria, avrebbe continuato a coltivare la sua passione, seguendo l'innata vocazione.
Tutto si muove con l'amore, all'insegna del gusto per il bello, tramandato di padre in figlio, insegnato da donne determinate nelle proprie scelte e nel proprio stile; la passione per un lavoro fatto di sensazioni, di seduzione e di intuizione, di ricerca della qualità come missione. La curiosità per altri costumi, altre abitudini, altre culture, ma anche il senso profondo di appartenenza a una terra d'arte.
Così la famiglia Nobile attinge prodotti e cultura per la qualità dalle grandi capitali europee, ma nel 1987 trova, con i nipoti di Umberto, Massimo e Patrizio, la propria collocazione produttiva nella culla dell'artigianato pregiato italiano, della profumeria, dell'oreficeria, della pelletteria, di quel sogno di stile che ormai 'esportiamo' nell'immaginario di tutto il mondo, il made in Italy vero e prezioso.
I due nipoti di Umberto hanno infatti l'idea e l'opportunità di produrre una linea di guanti in agnello trattati all'anilina, di splendida fattura interamente artigianale, con interni in seta o in cachemere e dalle magnifiche lavorazioni.
Quasi d'istinto la decisione del nome del marchio cade su Ponte Vecchio, che con un'unica parola (il marchio era registrato Pontevecchio) evoca tutta l'essenza di un Paese, di una Città e di un luogo di tradizione artistica e di fama mondiale.
Il prodotto finale di eccellente fattura, oltre che di pregio nelle materie prime, ha quindi un prezzo elevato, ma riscuote comunque successo anche all'estero: dalla Francia al Giappone, clienti sapienti apprezzano e acquistano.
La produzione viene poi sospesa per permettere a entrambi i fratelli di seguire le proprie scelte di carriera (Massimo accresce la sua esperienza in Chanel e Patrizio in Lancome).
E' forse il nuovo millennio a risvegliare in Massimo una memoria che parla un po' più di passione e un po' meno di numeri, un po' come il vento del nord sorprende Vianne Rocher nel romanzo Chocolat, Massimo viene rapito da questa memoria e non può fare a meno di assecondarla, facendosi trasportare in un mondo di gusto, di eleganza, di riscoperte, di emozioni e sensazioni dal sapore prezioso.
Massimo raccoglie come prima elaborazione del suo vissuto olfattivo una fragranza maschile; la sua ricerca comincia così, a ritroso, per ritrovare tutti i frammenti di memoria familiare, ma anche la cultura di un'epoca, il valore di un'arte che ci avvicina ai ricordi con una potenza sconvolgente.
Un profumo per evocare lo spirito di un uomo che sia l'insieme di tutti gli uomini, come quelli della famiglia Nobile, che nel corso della storia hanno vissuto con il coraggio di seguire le proprie scelte, ma con la serietà della determinazione e del rispetto.
Nasce così una fragranza che porta con sè la freschezza di ricordi genuini, di luoghi e di uomini con una storia, di mestieri antichi, e di una saggezza solida, ma che si emoziona, sedotta dalla bellezza e dalla passione.